Certificazioni

Attualmente si assiste ad una crescente importanza della certificazione quale elemento di competitività,l’attenzione è aumentata anche da parte di Enti istituzionali come ad esempio le Regioni o le Province; è sempre piú frequente che in bandi di gara compaiano elementi di qualificazione che avvantaggiano organizzazioni certificate.In alcuni casi la certificazione non costituisce solo requisito ma diviene addirittura un elemento indispensabile ai fini di un accreditamento, ad esempio regionale.

I sistemi di gestione sono un elemento centrale negli indirizzi strategici delle imprese diventando un vero e proprio fattore competitivo.

La Food Safety Consulting offre consulenza per:

  • Sistemi di Gestione Qualità (UNI EN ISO 9001:2008)
  • Sistemi di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001:2004)
  • Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare (UNI EN ISO 22000:2005, 22005:2008)
  • Certificazioni di prodotto (BRC/IFS, Bollino blu, Rintracciabilità UNI 11020)
  • Cerificazione etica (SA 8000)
  • OHSAS 18001:2007
  • EMAS – Reg. CE 1221:2009
  • Reg. CE 333/2011
  • ISO 13009 Certificazione della gestione delle spiagge

L’iter prevede:

Check up iniziale
Predisposizione della documentazione di Sistema (Manuali, Procedure, Istruzioni Operative, Modulistica di supporto)
Visite periodiche per l’implementazione del sistema
Incontri formativi ai responsabili ed al personale operativo
Audit interno

Assistenza all’iter di certificazione (scelta degli enti di certificazione, richiesta dei preventivi, pianificare la verifica ispettiva)
Supporto durante la verifica ispettiva finale da parte dell’ente

Lo scopo di un’azienda certificata è quello di attestare che l’organizzazione è capace di fornire con regolarità prodotti che ottemperino ai requisiti del cliente ed a quelli cogenti (di legge) e desidera migliorare il livello di soddisfazione del cliente finale tramite l’applicazione efficace del sistema, inclusi i processi di miglioramento continuo e di assicurazione di conformità ai requisiti del cliente e di legge, mediante il monitoraggio dei processi.

La certificazione può quindi guidare l’organizzazione che ne adotta i principi e le regole verso il miglioramento continuo e l´eccellenza, mediante il controllo e il monitoraggio dei processi aziendali.

Validità e importanza delle certificazioni

Gli standard vanno certificati da enti competenti e accreditati

Le certificazioni assicurano uniformità di servizio, sicurezza del prodotto e conformità alla normativa in vigore.

E costituiscono per l’azienda una grande opportunità per costruire sistemi aziendali sempre più efficienti.

Negli ultimi anni hanno acquisito sempre maggiore importanza le certificazioni volontarie di sistema del settore alimentare, complice la normativa di settore, che con i regolamenti europei del Pacchetto Igiene e il D.lgs. 193/2007 ha portato ad una più chiara definizione dei requisiti cogenti per la sicurezza alimentare; a questo si sono aggiunte le esigenze ed aspettative del cliente e del mercato che portavano (e portano a volte ancora oggi) le organizzazioni a dover spesso subire audit da parte di aziende clienti con richieste sempre diverse e con conseguenti problematiche per poter venire incontro alle differenti esigenze.

Il mercato ha cominciato a chiedere sempre maggiori garanzie di sicurezza e dimostrazioni di ottemperanza ai requisiti del cliente. Da questo è nata l’esigenza di creare standard internazionalmente riconosciuti o nuove versioni di standard esistenti, che aggiungessero ai requisiti cogenti ulteriori requisiti di sicurezza e gestionali o li perfezionassero.

Tutto ciò allo scopo di assicurare che i vari operatori di settore effettuino quanto di competenza secondo standard comuni e definiti, mantenendo nel contempo trasparenza e orientamento al cliente adottando gli standard igienici internazionali.

Gli standard più richiesti:

ISO 22000, BRC e IFS

Al fine di assicurare l’adozione di sistemi adeguati, risulta particolarmente importante che questi vengono certificati da organismi competenti e accreditati.

I sistemi più richiesti e più frequentemente adottasi negli ultimi anni sono stati quelli creati secondo le norme UNI EN ISO 22000 ( Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare – Requisiti per qualsiasi organizzazione nella filiera alimentare) e gli standard BRC (British Retail Consortium ) e IFS (International Food Standard).

Mentre il primo è unico e coinvolge, per quanto di competenza, tutti gli operatori del settore alimentare lungo la filiera, gli standard BRC e IFS sono specifici per differenti tipologie di attività (vedi Tabella 1).

Si tratta di sistemi di gestione speso molto diversi tra loro, in special modo la norma UNI EN ISO 22000, che si basa, oltre all’individuazione dei rischi e misure per il loro contenimento, anche sul concetto di programma di prerequisiti.

Le caratteristiche comuni

Questi sistemi hanno però anche importanti punti in comune.

In tutti i casi, infatti, i sistemi di gestione si basano sull’analisi del rischio con redazione di un Piano di autocontrollo, per quanto di competenza, su requisiti aggiuntivi di norma e su alcuni requisiti comuni di un sistema di gestione per la qualità, diventando di fatto compatibili con sistemi di gestione per la qualità secondo ISO 9001.

Questo riveste particolare importanza in quanto rappresenta per l’azienda, secondo la concezione attuale di sistema di gestione, un’importante opportunità non solo di rilevare eventuali non conformità del sistema/prodotto, ma anche per il miglioramento continuo del sistema nel tempo e l’ottimizzazione delle risorse.

In questo modo, un sistema che inizialmente può sembrare oneroso e pesante nella gestione si rileva nel tempo di grande utilità, mantenendo nel contempo la sua capacità di subire modifiche secondo la legislazione in evoluzione e i sempre diversi requisiti del cliente.

I sistemi, infatti, si basano sul principio P-D-C-A (Plan-Do-Check-Act).

Le attività che vengono dapprima pianificate (stabilendo azioni, risorse, tempi e responsabilità) seguono l’attuazione delle attività stesse, il controllo di tali attività mediante parametri stabiliti dall’azienda e azioni a seguire stabilite in base a quanto rilevato; dopodiché vengono pianificate ed attuate nuove azioni, ottenendo così piani più pertinenti e il miglioramento continuo del sistema.

Le attività di feed-back

Le attività di feed-back si attuano in diversi punti: attraverso gli audit interni, il rilevamento di non conformità e azioni correttive/preventive, parametri di controllo dei punti critici e dei processi/prodotti, oltre che dei fornitori e materiali acquistati, e alla fine di tutto ciò mediante il Riesame della Direzione, nel quale confluiscono tutte le informazioni di ritorno ottenute dal sistema per poter poi prendere opportune decisioni di conformità e miglioramento.

A questo scopo risulta di fondamentale importanza la scelta della persona, interna o esterna all’organizzazione, incaricata di approntare e mantenere il sistema: dovrebbe trattarsi di una persona con le necessarie competenze, acquisite mediante adeguata formazione, ed esperienza anche in gestione aziendale; una persona, cioè, che sia in grado di vedere oltre quelli che sono i requisiti di legge e gestionali a cui ottemperare e di dare un valore aggiunto.

Tutto ciò può tradursi in definitiva per l’azienda in:

  • vantaggi competitivi sul mercato;
  • vantaggi organizzativi interni;
  • ottimizzazione nello sfruttamento delle risorse interne, anche finanziarie;
  • possibilità di individuare con maggiore accuratezza i punti deboli della struttura in riferimento soprattutto all’efficacia del sistema di autocontrollo;
  • capacità di seguire con rapidità i cambiamenti nel mercato (orientamento al cliente) e nella legislazione di pertinenza.

In definitiva, lo scopo principale di dimostrare al mercato la propria capacità di fornire sistematicamente prodotti sicuri si attua attraverso azioni che entrano a far parte delle normali attività quotidiane aziendali, senza appesantire il lavoro mediante compilazione di moduli considerati a volte inutili.